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Automazione e Pnrr: un binomio che deve essere vincente

Il PNRR sarà un volano per la crescita del settore Industry italiano. E l'Automazione non può assolutamente restare indietro. Dovrà saper cogliere questa opportunità di rilancio, sfruttando le risorse stanziate, proponendosi al mercato come fonte di innovazione tecnologica e soluzioni avanzate per le aziende clienti della logistica.

Il settore dell’Automazione: tra rilancio e criticità

Nel 2021, l’automazione industriale ha registrato +21%, portando il mercato a superare i valori del 2019 e recuperando ampiamente le perdite del 2020. Una crescita che è andata ben oltre le aspettative e supportando le prospettive di crescita per l’anno in corso. Un rimbalzo avvenuto in un contesto non certamente semplice: i problemi di approvvigionamento legati alla difficoltà di reperire materie prime e al significativo rialzo dei prezzi dell’energia hanno inciso fortemente sulla capacità delle aziende di rispettare i tempi di consegna dei loro prodotti tecnologici.

Ma si tratta comunque di segnali positivi che si riflette nel prevalente sentimento positivo (88%) emerso dalle rilevazioni della Federazione Nazionale Imprese Elettroniche ed Elettrotecniche (ANIE), nel momento in cui si guarda al 2022 con fiducia. Un sondaggio che, se tiene conto della quarta ondata della pandemia, è però precedente agli ultimi eventi internazionali. Infatti, il conflitto russo-ucraino avrà sicuramente un impatto sia sulle aziende associate che sui clienti finali, con le prime ripercussioni che già si fanno sentire, poiché il settore dei costruttori di macchine ha da sempre una forte vocazione di export verso la Federazione Russa, da sempre un partner molto importante.

Già ci sono le prime evidenze di aziende che stanno avendo i primi problemi, tra svalutazione del rublo e l’embargo posto nei confronti di Mosca. Infatti, le sanzioni imposte in risposta all’invasione del territorio ucraino renderanno molto difficile commercializzare con la Russia e ci si aspetta un impatto diretto sul mercato delle esportazioni, senza contare la questione energetica legata alla produzione industriale. Tutte queste incertezze potrebbero ostacolare la crescita del mercato nel corso del 2022; tuttavia, ci sono anche due fattori positivi e decisivi che traineranno la crescita dell’intero settore: PNRR e Piano “Transizione 4.0”.

Nuove strategie e risorse per tornare a crescere nel settore Intralogistica

Ora che i primi fondi stanziati del PNRR stanno arrivando, occorre ripensare l’intero comparto dell’Intralogistica. Non solo come elemento collegato per sua stessa natura alla Logistica italiana, ma come volano di crescita e di opportunità per l’intera filiera di imprese del nostro Paese.

I circa 62 miliardi di euro che il Governo italiano ha destinato a mobilità, infrastrutture e transizione ecologica della logistica dovranno consentire alle realtà imprenditoriali italiane di investire in digitalizzazione e automazione, ed esser quindi maggiormente competitive anche a livello globale. Ciò che rappresenta l’obiettivo principale del Piano “Transizione 4.0”, basato su Digitale e Sostenibilità, non può non evidenziare come alcuni aspetti del mercato stiano cambiando velocemente, legati soprattutto al forte sviluppo dell’e-commerce.

L’introduzione della tecnologia e dell’automazione nel processo logistico dei prodotti sono diventi essenziali per tutto il comparto e per soddisfare al meglio le richieste dei clienti. L’ascesa del commercio sulle piattaforme di retail digitale sta spingendo i magazzini verso una nuova frontiera dello stoccaggio delle merci e l’ottimizzazione della preparazione degli ordini e delle consegne sarà un passo decisivo per la competitività nel settore, verso una trasformazione attenta alla sostenibilità e sempre più digitale.

I due anni della pandemia appena trascorsi hanno evidenziato alcune criticità dell’intero comparto della Logistica, e di riflesso tutti i settori ad essa collegati. I cambiamenti dello scenario competitivo, le restrizioni alla circolazione e la difficoltà di approvvigionamento dei prodotti dall’estero hanno colpito pesantemente una filiera che solo in Italia occupa oltre 1,5 milioni di persone in circa 90mila imprese, vale il 9% del PIL nazionale e 80 miliardi di euro di fatturato. Retail e online delivery hanno sostenuto in qualche modo il giro di affari delle aziende, ma le ricadute occupazionali non sono tardate a mostrarsi.

Ma la pandemia ha solo fatto emergere delle problematiche già note e che affliggono la maggior parte delle aziende italiane: la poca competitività globale a causa del basso livello tecnologico raggiunto. Un altro aspetto critico è legato alla sostenibilità ambientale e ai costi di tutto il settore, che non sono facilmente risolvibili in poco tempo, ma richiedono delle strategie di lungo termine legate ad una progettualità.

PNRR e Piano Transizione 4.0 dovrebbero andare nella direzione giusta per colmare questo gap. Ma a questi due elementi andranno necessariamente aggiunte una programmazione efficace e gestione delle ingenti risorse stanziate ed un continuo monitoraggio da parte di aziende ed enti nazionali competenti, in modo che si evitino sprechi e inefficienze.

Per accompagnare nel modo migliore questi stanziamenti e progetti, il focus dovrà essere necessariamente spostato su sostenibilità, bassi consumi di trasporto, ottimizzazione della supply chain, digitalizzazione e robotizzazione dello stoccaggio e picking per creare delle soluzioni affidabili adatte al mercato e che generino un ritorno di business interessante per le aziende che operano nella logistica. La capacità di utilizzare bene i fondi del PNRR consentirà alle imprese di poter attrare, in futuro, ulteriori investimenti di tipo privati che sostengano un’espansione delle operazioni ed un rilancio occupazionale. Entrambi sono elementi fondamentali che si collegano al senso più profondo dei concetti di “ripresa” e “resilienza”.

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